Letteralmente la parola bonsai significa “piccolo albero coltivato con arte in un vaso”.
La definizione, evidentemente restrittiva, racchiude nelle sue parole delle considerazioni che meritano un’attenzione particolare.

In primo luogo il bonsai è un albero.
È tale perché mantiene inalterate tutte le funzioni vitali tipici degli alberi in natura. L’unica differenza con questi ultimi sta nella dimensione. Per il resto il bonsai è un albero a tutti gli effetti.

Il bonsai è coltivato. Conviene subito sfatare un pregiudizio diffuso. Il bonsai non è un albero che soffre, che non è nutrito a sufficienza o viene torturato affinché assuma determinate forme. Non è nemmeno un albero malato o con alterazioni genetiche, che giustifichino così le piccole dimensioni. I bonsai sono alberi sanissimi. Il colore delle foglie o dei fiori e il loro splendore ne sono la testimonianza.

Ed è attraverso la semplice coltivazione applicata a tecniche particolari che il bonsai diventa arte. E lo diventa nel momento in cui è in grado di esprimere quell’equilibrio che è espressione simbolica dell’armonia della natura.