Letteralmente la parola bonsai significa "piccolo albero coltivato con arte in un vaso".
La definizione, evidentemente restrittiva, racchiude nelle sue parole delle considerazioni che meritano un'attenzione particolare.

In primo luogo il bonsai è un albero. 
È tale perché mantiene inalterate tutte le funzioni vitali tipici degli alberi in natura. L'unica differenza con questi ultimi sta nella dimensione. Per il resto il bonsai è un albero a tutti gli effetti.

Il bonsai è coltivato. Conviene subito sfatare un pregiudizio diffuso. Il bonsai non è un albero che soffre, che non è nutrito a sufficienza o viene torturato affinché assuma determinate forme. Non è nemmeno un albero malato o con alterazioni genetiche, che giustifichino così le piccole dimensioni. I bonsai sono alberi sanissimi. Il colore delle foglie o dei fiori e il loro splendore ne sono la testimonianza.

 

 

 

Nel coltivare i bonsai si fanno le stesse cose che si fanno per coltivare altri tipi di piante. Si pota, si concima, si annaffia regolarmente. Non c'è niente di anomalo. Il bonsai non è violentato nelle mani del bonsaista. Anzi il bonsai è amato e curato dal suo "creatore" e ogni lavorazione che viene fatta su di esso è pensata, programmata ed eseguita nel pieno rispetto della pianta, al fine di dare all'albero maggiore armonia oltre che a migliorarne salute

Ed è attraverso la semplice coltivazione applicata a tecniche particolari che il bonsai diventa arte. E lo diventa nel momento in cui è in grado di esprimere quell'equilibrio che è espressione simbolica dell'armonia della natura.


E' tipico domandare l'età di un bonsai. Ma quant'è vecchio un bonsai? La risposta più logica a questa domanda è che il bonsai ha gli anni che riesce a dimostrare. Se riesce ad evocare una pianta d'età secolare, poco importa sapere da quanto tempo è stato coltivato. La pianta (e il bonsaista) ha raggiunto il suo scopo quando ricrea, in un piccolo vaso, la bellezza di un albero in natura. Ed è la ricerca di quest'armonia che rende il bonsai così speciale ed unico.

 

 

 

IL BONSAI: CENNI STORICI

Il bonsai nasce in Cina circa 15 secoli fa, dove grazie alla filosofia Zen, acquista un significato prettamente religioso. Si trattava di piante che, per effetto di particolari situazioni (soprattutto climatiche), erano rimaste piccole assumendo forme particolari e allo stesso tempo affascinanti.

Il bonsai cinese è così caratterizzato da un vecchio e sofferto tronco (risultato dell'inclemenza degli agenti atmosferici) da cui partono dei giovani e vigorosi rami, espressione questi ultimi di una forza vitale che non si piega davanti alla forza degli elementi. Ed è proprio questa metafora della vittoria della vita sulla morte che fa assumere al bonsai aspetti di carattere filosofico e religioso.

Nel XIII secolo il bonsai approda in Giappone, dove, grazie ad una cultura diversa viene ben presto reinterpretato. I giapponesi non si limitano alla coltivazione di piante trasformate dalla natura, ma bensì si sono impegnati a ricrearle grazie all'utilizzo di particolari tecniche. E' in Giappone quindi che il bonsai diventa arte, diventa creazione.

Sarà solo nei primi anni del '900, in seguito alla dissoluzione della società feudale giapponese, che il bonsai sarà conosciuto nel moderno occidente.

Tuttavia, solo negli ultimi decenni si è cominciato a vedere una massiccia diffusione di questa arte nei paesi occidentali.

 

 

In Italia il bonsai sta aumentando di popolarità con il passare del tempo. Oggigiorno esistono tantissime associazioni come la nostra sparse in tutto il paese che assicurano una diffusione capillare di questa arte

SUISEKI

La bizzarria della Natura imprime in alcune pietre una forma particolarissima che stimola la fantasia di chi le osserva con attenzione. Un Suiseki, per essere tale, deve avere la bellezza della casualità che stimola la fantasia o anche, semplicemente, la bellezza astratta.

Così come il Bonsai, il Suiseki nacque in Cina circa 2000 anni fa e la sua storia si intreccia spesso con quella delle piante in miniatura, ma già da quei tempi la bellezza di una forma rocciosa veniva esaltata al massimo, isolandola, perché fosse ben riconoscibile ciò che la sua forma poteva suggerire.

Suiseki è un termine giapponese che significa SUI (acqua} e SEKI (pietra).

 

 

La pietra rappresenta le caratteristiche YANG: il maschile, duro, inflessibile, caldo, brillante, ruvido, penetrante, ecc. Le caratteristiche YIN sono l'esatto contrario espresso dall'acqua: il femminile, morbido, umido, flessibile, freddo, opaco, liscio, ricettivo, ecc.

Il Suiseki per essere tale deve essere modellato o scavato o eroso esclusivamente dalla Natura, mai dalla mano dell'uomo.
In esso si possono scoprire mille aspetti diversi: catene di montagne, cascate, isole, animali, forme umane e forme astratte; sta in noi scoprirli e godere delle emozioni che essi suscitano in noi.