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L'Innesto

L'innesto è una pratica vivaistica molto usata, essa permette la riproduzione integrale dei caratteri genetici della pianta madre, e sfrutta le caratteristiche del portainnesto. Il vantaggio maggiore dell'innesto nella pratica vivaistica oltre a quello di poter riprodurre una serie di piante tutte identiche, e quello di avere subito una pianta matura e cioè se noi usiamo una marza fruttifera, avremo la fruttificazione già nel primo anno di coltivazione e questo è un grande vantaggio se confrontato con il tempo che occorre con il sistema della semina, dove passano anche dieci anni dalla semina alla prima fruttificazione.

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Proviamo ad usare l'innesto per il nostro hobby, andando a vedere come si può riprodurre una varietà di pino molto apprezzato per la caratteristica dei suoi aghi, piccoli e lucenti e cioè il pino a cinque aghi su pino nero.
Utilizziamo come portainnesto una piantina di pino nero nata da seme di circa tre anni (foto 1), e come marza un germoglio di un anno, prelevato su un bonsai di pino a 5 aghi (foto 2)
Ora andiamo a tagliare il porta innesto all'altezza dove desideriamo innestare (foto 3), il taglio si può praticare sia vicino alle radici e con un germoglio corto così da ottenere una ceppaia, o anche ad una distanza di 20 o più centimetri, ottenendo così in futuro un bonsai con tronco grosso e rugoso, sfruttando la crescita maggiore del pino nero rispetto al pino bianco.


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Pratichiamo poi un taglio verticale e parallelo al tronco, profondo circa 1,5 cm (foto 4), alla marza pratichiamo un doppio taglio a forma di cuneo (foto 5), e dopo aver legato un filo di rafia alla base del taglio, questo per evitare di far allargare troppo il taglio stesso, inseriamo la marza (foto 6).


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Attenzione perché questo è il momento più importante per la riuscita del nostro innesto. Dobbiamo far attenzione al cambio delle due zone vegetali, essi devono combaciare perfettamente e solo allora leghiamo il tutto. Quindi è il cambio della marza e del portainnesto che dobbiamo unire e non la corteccia esterna dei due dato che le cortecce non avranno mai lo stesso spessore.


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Copriamo il tutto con pasta cicatrizzante o cera per innesti (foto 7) e alla fine ripariamo l'innesto in serra fredda o in mancanza si può coprire con un sacchetto del tipo per congelatori, sistema che preferisco perché il sacchetto mantiene più alta l'umidità intorno alla marza, favorendo la riuscita del nostro lavoro. Il periodo migliore per questo tipo d'innesto è nei mesi di gennaio e febbraio, tutti i tentativi che ho fatto in altre stagioni non hanno avuto buon esito.

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Nella foto 8, vediamo un'innesto al primo anno, ancora in vasetto di plastica e nella foto 9 si può vedere a due anni come il punto di contatto sia cicatrizzato bene.Ora la pianta è stata rinvasata in un vaso di coccio e la superficie è stata ricoperta con corteccia di pino per evitare la formazione di erbacee, l coccio è sicuramente il materiale migliore per il pini e non solo, essi favoriscono la crescita della micorriza, tanto utile alla vita del pino.
 
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L'innesto è il metodo più diffuso nel bonsai per propagare pini con particolari caratteristiche e piante da frutto. L'innesto degli alberi da frutto presenta il vantaggio dell'immediatezza dei risultati: se propagare per seme, queste piante richiederebbero molti anni prima di produrre in fiori e frutti. La sezione dell'albero che verrà innnestata si chiama marza . In questo esempio, su una piantina di melo di due anni si è intestata la marza di melo maturo(completo di gemme). L'operazione viene effettuata a fine inverno inizio primavera, e l'albero fiorià dopo tre mesi.

Preparazione della marza

Tagliare a base della marza a cuneo, usando un coltello da innesto molto affilato, uno scalpello o una lametta  da rasoio.

(fig.1) preparare il tronco tagliando con cura trasversalmente e quindi aprire il fusto longitudinalmente con una lama affilata; inserire con  accuratezza la marza nel tronco. (fig.2) Avvolgere strettamente con nastro di plastica per mantenerlo fisso in loco. Avvolgere il nastro intorno alla parte tagliata del tronco e intorno alla sezione superiore della marza per sigillare l'innesto. (fig.3) Il nastro si allunga man mano che la pianta cresce, ma può essere rimosso dopo circa un anno. Questa foto mostra l'innesto completamente sano due anni dopo.

 

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